
Pedalare nell’altipiano ibleo vi porterà in gole profonde, scavate dall’acqua nel corso dei millenni, con pareti verticali e diffusi fenomeni carsici e una vegetazione rigogliosa.
Il ragusano è laggiù, nell’angolo più a sud e più remoto della Sicilia. Un mondo a parte dove non è facile arrivare ma che ripaga abbondantemente lo sforzo.
Come al solito se volete fare escursioni o cicloturismo facile andate lungo la vastissima costa con le sue sterminate e meravigliose spiagge: Santa Maria del Focallo, Sampieri, Costa di Carro, Spiaggia Maganuco, Marina di Modica, Donnalucata, la foce del Fiume Irminio e giù sino all’estremo sud, all’Isola delle Correnti dove il Canale di Sicilia si mesce con lo Ionio.
E risalendo lungo la costa ionica si attraversano antichi villaggi di pescatori come Marzamemi o si costeggia la Riserva Naturale Orientata di Vendicari con i suoi fenicotteri rosa e gli uccelli migratori che vengono dall’Africa.
Ma il ragusano offre un paesaggio veramente unico al suo interno, scorrendo lungo le solitarie strade di campagne delimitate da muretti in pietra scura e attraversando le numerose città barocche patrimonio dell’Unesco di Ragusa Ibla, Noto, Modica e Scicli o Ispica, la città del liberty. Se poi volete un momento aristocratico programmate un’escursione al castello di Donnafugata e al suo parco.
Con una mtb o bici ibrida non perdete la straordinaria valle dell’Anapo, lungo il tracciato dell’ex ferrovia Siracusa-Vizzini-Ragusa che attraversa la necropoli di Pantalica con le sue migliaia di grotticelle.
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